Maria Luisa Brandi

Buon appetito osso! - Raffaella Becagli, Fondazione Raffaella Becagli, F.I.R.M.O., fondazione ricerca osteoporosi

Maria Luisa Brandi


L'osteoporosi si previene con l'alimentazione: in corso una ricerca

La ricerca, che è in corso da alcuni mesi e investe tutta la Toscana, è condotta dall’endocrinologa Maria Luisa Brandi (Università di Firenze) che a un convegno a Uliveto Terme ha presentato la mappa della malattia in Toscana. Obiettivo: capire se la normale dieta alimentare della popolazione contiene calcio a sufficienza per prevenire l’osteoporosi, ovvero una delle malattie più diffuse e drammatiche (affligge il 30 per cento delle donne dopo la menopausa e una quota crescente di uomini) in una società sempre più vecchia.

E’ una delle primissime ricerche di questo tipo al mondo ed è condotta dall’équipe della professoressa Maria Luisa Brandi, uno dei maggiori specialisti italiani in materia, docente di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo all’Università di Firenze. Ne ha dato notizia la stessa professoressa Brandi intervenendo oggi, in occasione della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, a un convegno scientifico sulla menopausa svoltosi nel Parco Termale di Uliveto Terme (Pisa), promosso dalla Casa di Cura Misericordia di Navacchio e dalla società Acque e Terme di Uliveto.

“E’ una ricerca lunga e complessa”, ha spiegato, “e ne vedremo i risultati soltanto l’anno prossimo. Ma è anche una ricerca molto importante ai fini della prevenzione. Dobbiamo riuscire a convincere la gente a investire nelle proprie ossa così come si investe in borsa. La ricetta, oltretutto, è semplice: stile di vita sano, con un po’ di sport, e dieta ricca di calcio che, come noto, si trova in abbondanza nei formaggi, nei latticini e in alcune acque minerali”.

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Da tempo, ha aggiunto la professoressa Brandi, si sa che l’osteoporosi è una malattia pediatrica, ovvero che le degenerazioni dello scheletro di cui si soffre da anziani sono il frutto di cattive abitudini anche alimentari prese da giovani. Di conseguenza, si stima che un aumento della massa ossea del 10 grazie a uno stile di vita adottato fin da piccoli riduca di ben il 50 per cento il rischio di fratture osteoporotiche da adulti. Da tener presente che nella Comunità Europea ogni 30 secondi qualcuno si rompe qualcosa come risultato dell’osteoporosi.

Alla ricerca a tappeto sulla popolazione Toscana si affiancherà presto uno studio analogo dedicato specificamente a bambini e adolescenti. Sarà condotto ancora dalla professoressa Brandi che al convegno di Uliveto Terme ha presentato anche una mappa dell’osteoporosi in Toscana, ovvero una serie di stime basate sull’evidenza epidemiologica. Ecco le cifre, provincia per provincia (tra parentesi quelle degli uomini): Massa Carrara: 10.000 (3.000); Lucca: 20.000 (7.000); Firenze: 50.000 (16.000); Pistoia: 15.000 (3.000); Prato: 10.000 (3.500); Livorno: 18.000 (6.000); Pisa: 20.000 (7.000); Arezzo: 17.000 (5.500); Siena: 14.000 (4.500); Grosseto: 13.000 (4.000).

Questi dati, ha spiegato la professoressa Brandi, riguardano solo adulti con problemi ossei conclamati ed è evidente che gli uomini sono circa un terzo delle donne. Se invece si considera lo stadio precedente della malattia, cioè la semplice perdita di materiale osseo, allora il fenomeno riguarda la metà della popolazione, di tutte le fasce di età, con donne e uomini in misura pressoché identica.

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