Buon appetito osso!
Tanti ghiotti piatti per combattere l’osteoporosi a tavola. Un pool di scienziati e di grandi chef hanno elaborato il primo ricettario per combattere la malattia che affligge 8 milioni di italiani. Il segreto? Tanto gusto e tanto calcio.
Ossa e cibo sono legati indissolubilmente. Di certo i nutrienti che ogni giorno introduciamo con la dieta interferiscono con la funzione di tutti i nostri organi.
Ma per lo scheletro alcuni alimenti sono importanti per due distinte ragioni. Ad esempio, se, come per altri tessuti, il calcio è un elemento fondamentale per la funzione e la vita stessa delle cellule che lo compongono, per l’osso questo stesso minerale va a costruire una riserva formidabile, cui attingere quando necessario.
Oggi che la scienza nutrizionale ha fatto passi da gigante è facile accettare quello che un secolo orsono non sospettavamo nemmeno: la deficienza di un nutriente può produrre una malattia. Per l’osso c’è voluto più tempo ad accettare l’evidente ruolo della dieta nel mantenimento della sua salute, che poi si esprime nella sua resistenza. E questo perché non è in 10 giorni di carenza di calcio che si manifestano gli effetti dannosi, ma forse in 10 anni! Nondimeno l’importanza del binomio calcio/osso può essere trascurata.
Osserviamo con interesse come pur vivendo in un ambiente super-ricco di calcio, tanto da dover instaurare mezzi per difendersi da una eccessiva introduzione giornaliera, l’uomo del 2000 assume con la dieta solo una minima frazione di quanto i suoi primitivi predecessori erano usi.
La nostra fisiologia non riesce con facilità ad adattarsi a questi ciclopici cambiamenti e ci ammaliamo.
Osteoporosi, osteomalacia, rachitismo, tutte conseguenze di una inappropriata nutrizione. Come se la nostra dieta “civilizzata” ci avesse depauperato di elementi fondamentali per la salute delle nostre ossa, quali il calcio e la vitamina D. Ma conosciamo questi problemi e soprattutto possiamo correggere quanto abbiamo contribuito a realizzare quando eravamo più ignoranti? Occhio alla dieta diventa la nostra parola d’ordine. Dobbiamo far conoscere il problema alla gente. Dobbiamo creare una coscienza della possibilità di autogestire il problema. Dobbiamo parlarne nelle scuole.
Dobbiamo entrare nelle case. E quale migliore mezzo che un ricettario che ci insegni a mangiare cose buone e sane per l’osso.
Occorre ricordare che una dieta appropriata è fondamentale per la salute dello scheletro a tutte le età. In nessuna altra occasione il detto “non è mai troppo tardi” è stato più calzante. Bambini, giovani, adulti, anziani, donne e uomini, tutti coinvolti ed è sempre il momento giusto per provarci.
Omettere diventa un’altra parola d’ordine, quando si riferisce a quelli che potremmo definire gli “antinutrienti” dell’osso ed anche su questo dobbiamo imparare di più.
Ormai la Comunità Scientifica è convinta ed informata sul ruolo di nutrienti con un impatto sulla salute dell’osso.
Ora dobbiamo insegnare a chi non sta usando i mezzi più appropriati e penetranti. Di certo tra le misure da adottare nel nostro stile di vita per una buona salute delle ossa, dover variare la dieta, se non adeguata, rappresenta forse il meno faticoso dei compiti, ma con potenziali ricadute socio-economiche di enorme rilevanza. Bone Appétit.

Come nasce il ricettario?
Finanziato da Firmo, Fondazione Raffaella Becagli, e firmato a quattro mani dagli chef di Convivium, uno dei più ghiotti catering nazionali, e dagli specialisti della Siommms (la Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro), ecco Buon Appetito Osso! (edizioni MNL, Bologna) la prima, preziosa raccolta di ricette studiata con il preciso scopo di mantenere il nostro scheletro nella miglior salute possibile e il più a lungo possibile. Obiettivo tutt’altro che da sottovalutare se si considera che ben 8 milioni di italiani d’ogni età soffrono di osteoporosi e che moltissimi neppure lo sanno.
Ha curato il ricettario l’endocrinologa Maria Luisa Brandi, responsabile del Centro Malattie del Metabolismo Osseo dell’ospedale fiorentino di Careggi nonché presidente della Siommms. “Perché questa iniziativa? Perché”, spiega, “l’osteoporosi si combatte soprattutto con una corretta alimentazione”.
Il segreto di una cucina sana ed efficace, aggiunge, sta essenzialmente nella scelta di piatti gustosi (guai se ci si mortifica a tavola) che contengano però sufficienti dosi di calcio, minerale fondamentale per lo sviluppo delle ossa. Occorre anche un giusto apporto di sostanze proteiche, in particolare legumi (tra cui soia e derivati) e pesce, ma i cibi a base di calcio sono la proverbiale condicio sine qua non.
Il ricettario procede dunque su un bel percorso ordinato e ragionato, in netta controtendenza rispetto alle stressate abitudini alimentari d’oggigiorno. E’ un’originale forma di slow food che attinge a molte cucine regionali e che mischia con intelligenza il nord con il centro e il sud. Ecco quindi i sapori lattei e burrosi di una mousse di caprino e noci, la terrina di salmone e carote, un’insalatina di aringhe affumicate e verdure crude, crepes di asparagi e provola, pasta alla siciliana. E ancora, zuppa di ceci e baccalà, arista di maiale con uva zibibbo, calamari farciti, persico con verdure stufate, polpo alla diavola con patate, carciofi alla mentuccia, cardi in umido, sformato di cavolo. C’è perfino il dessert, panna cotta e torta sbriciolona comprese. Da bere tanta acqua minerale.
Ovviamente ogni scheda è corredata da brevi tabelle di facile consultazione che enunciano il grado di difficoltà della preparazione, raccomandano la giusta porzione giornaliera e spiegano anche quanto calcio si ingerisce, informazione preziosa in particolare per le donne in post-menopausa, periodo a maggior rischio di osteoporosi.
L’International Osteoporosis Foundation (massima autorità scientifica in materia) avverte per la verità che la sola dieta non è in grado di curare e prevenire la malattia. Ma aggiunge che in un contesto che prevede l’importanza dello stile di vita (non fumare, non bere alcolici, fare regolare attività fisica), il cibo resta il più facile dei cambiamenti proponibili.
“Occorre peraltro ricordare”, sottolinea la professoressa Brandi, “che una dieta appropriata è fondamentale per la salute dello scheletro a tutte le età. Ossa e cibo sono legati indissolubilmente, dunque niente di meglio di un ricettario che ci insegni a mangiare cose buone e salutari per lo scheletro”. L’alimentazione è peraltro uno dei temi al centro del VI Congresso nazionale Siommms in programma a Pisa dal 22 al 25 novembre (www.siommms.it).
F.I.R.M.O. Fondazione Raffaella Becagli
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