Divulgative

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Ossa e cibo sono legati indissolubilmente. Di certo i nutrienti che ogni giorno introduciamo con la dieta interferiscono con la funzione di tutti i nostri organi.
Ma per lo scheletro alcuni alimenti sono importanti per due distinte ragioni. Ad esempio, se, come per altri tessuti, il calcio è un elemento fondamentale per la funzione e la vita stessa delle cellule che lo compongono, per l’osso questo stesso minerale va a costruire una riserva formidabile, cui attingere quando necessario.
Oggi che la scienza nutrizionale ha fatto passi da gigante è facile accettare quello che un secolo orsono non sospettavamo nemmeno: la deficienza di un nutriente può produrre una malattia. Per l’osso c’è voluto più tempo ad accettare l’evidente ruolo della dieta nel mantenimento della sua salute, che poi si esprime nella sua resistenza. E questo perché non è in 10 giorni di carenza di calcio che si manifestano gli effetti dannosi, ma forse in 10 anni! Non dimeno l’importanza del binomio calcio/osso può essere trascurata.
Osserviamo con interesse come pur vivendo in un ambiente super-ricco di calcio, tanto da dover instaurare mezzi per difendersi da una eccessiva introduzione giornaliera, l’uomo del 2000 assume con la dieta solo una minima frazione di quanto i suoi primitivi predecessori erano usi.
La nostra fisiologia non riesce con facilità ad adattarsi a questi ciclopici cambiamenti e ci ammaliamo.
Osteoporosi, osteomalacia, rachitismo, tutte conseguenze di una inappropriata nutrizione. Come se la nostra dieta “civilizzata” ci avesse depauperato di elementi fondamentali per la salute delle nostre ossa, quali il calcio e la vitamina D. Ma conosciamo questi problemi e soprattutto possiamo correggere quanto abbiamo contribuito a realizzare quando eravamo più ignoranti? Occhio alla dieta diventa la nostra parola d’ordine. Dobbiamo far conoscere il problema alla gente. Dobbiamo creare una coscienza della possibilità di autogestire il problema. Dobbiamo parlarne nelle scuole.

Dobbiamo entrare nelle case. E quale migliore mezzo che un ricettario che ci insegni a mangiare cose buone e sane per l’osso.
Occorre ricordare che una dieta appropriata è fondamentale per la salute dello scheletro a tutte le età. In nessuna altra occasione il detto “non è mai troppo tardi” è stato più calzante. Bambini, giovani, adulti, anziani, donne e uomini, tutti coinvolti ed è sempre il momento giusto per provarci.
Omettere diventa un’altra parola d’ordine, quando si riferisce a quelli che potremmo definire gli “antinutrienti” dell’osso ed anche su questo dobbiamo imparare di più.
Ormai la Comunità Scientifica è convinta ed informata sul ruolo di nutrienti con un impatto sulla salute dell’osso.
Ora dobbiamo insegnare a chi non sta usando i mezzi più appropriati e penetranti. Di certo tra le misure da adottare nel nostro stile di vita per una buona salute delle ossa, dover variare la dieta, se non adeguata, rappresenta forse il meno faticoso dei compiti, ma con potenziali ricadute socio-economiche di enorme rilevanza. Bone Appétit.

Prof.ssa Maria Luisa Brandi
Presidente, F.I.R.M.O. Fondazione Raffaella Becagli